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Claudio Colombo

Discussion in 'Pianists' started by techneut, Jan 4, 2008.

  1. andrew

    andrew Administrator Staff Member Piano Society Artist

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    I listened to a couple of recordings from this site (selections from the Liapunov etudes, which I know well). This cannot be a real pianist playing. There is almost no expression or nuance, a total lack of rubato, and (in no. 5, which I have learnt) either there are a significant number of misreadings, or I've learnt the piece quite badly! Profoundly unmusical. Btw the website says the Nutcracker is the Taneyev transcription (I'd assumed it might be the Pletnev).
     
  2. techneut

    techneut Active Member Piano Society Artist

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    Interesting, did not know Taneyev transcribed the whole ballet for two hands. The composer and Pletnev both took selected items only, one rather simplified and the rather too self-consciously virtuosic. It's difficult to gauge from Colombo's bloodless snippets but the Taneyev version looks a tour the force. I wonder how that would sound in real capable hands. But complete reductions are a labor of love that not many pianists take on. All these quasi-orchestral tremolos must be real tiring and no fun to practice.
     
  3. andrew

    andrew Administrator Staff Member Piano Society Artist

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    I don't think the Taneyev is obstructively difficult, certainly not compared to some transcriptions. However, I must agree that complete reductions aren't the most attractive thing to take on - the Wagner-Klindworth entire Ring cycle springs to mind! I quite like the Pletnev tbh; had half-learnt it a while back but then put it aside.
     
  4. Kristinaolga

    Kristinaolga New Member

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    Interesting thoughts...

    As an adult-beginner I had a few teachers but I was very unlucky
    and things went not too well, so I have been left learning it on my own.

    One of these teachers really gave me the jibbers one day...
    because this teacher produced CD’s of their own music
    and after a lesson I was shown their music-production-room.

    I was stunned. It looked like a 25th-century-technical-operation-theatre
    with lots of computers and this teacher actually collected on these computers
    the tones of many different instruments and put them together
    tone-by-tone as if they were played, but they were not played,
    it was all technically put together through the computers.

    For example, certain repeats were only put on the computer once
    and repeated exactly as they were first computed, as and when they came along...

    That was so sad and really gave me the jibbers and my innocence about musicians faded instantly... :cry:
     
  5. Claudio Colombo

    Claudio Colombo New Member

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    Hy everyone.

    My self-presentation is not needed, I suppose: I am the subject of this thread.

    This is the exact text, word by word, of my e-mail message sent to Alfonso Bertazzi at 23.04 04/01/2008:

    ***

    Ciao Alfonso. Sì, mi ricordo di te. Ricordo che abbiamo dialogato piacevolmente sul ng, ma non rammento il tema della discussione. Ho sempre letto con molto interesse i tuoi post, ma apprendo ora da te che non partecipi più alla vita del gruppo. Io stesso mi sono limitato a un paio di interventi negli ultimi due anni, per il resto leggiucchio rarissimamente, ma proprio non ho tempo.

    Ho appena letto la discussione che mi hai segnalato. Interessante. Non è la prima, sui vari forum che si occupano di musica classica: i toni sono sempre gli stessi. E mai nessuno che si decida ad aprire il suo programma di posta per scrivermi e chiedermi "come faccio". Il "come faccio" secondo me per un musicista, o quantomeno un conoscitore della musica non superficiale, dovrebbe essere ovvio. E infatti tu l'hai capito perfettamente. Altri pianisti l'hanno capito, mi hanno scritto per chiedere conferma, e siamo diventati amici, seppure in forma elettronica.

    Per essere più precisi: prendo un pezzo, lo leggo a velocità ridotta, lo rileggo a velocità di esecuzione, o quasi (dipende dalla difficoltà). Durante questa fase definisco i criteri d'interpretazione. Quindi registro. A velocità ridotta, certamente. Quanto ridotta dipende sempre dalla difficoltà tecnica (ho una discreta facilità di lettura, e questo aiuta molto, e quasi sempre conosco già da molti anni i pezzi che sto per incidere, anche se non li ho mai studiati in maniera ortodossa, o magari li ho solo fatti studiare ai miei allievi). Per la registrazione uso Sonar. Cerco di buttarmi il più possibile, ma NON correggo gli errori in Sonar. Se il passaggio non è perfetto mi fermo, cancello da dove ci sono problemi, riprovo il passaggio e poi riprendo la registrazione facendo partire il midi da un po' prima, a volte parecchio prima. Non uso Gigastudio se non per le registrazioni con altri strumenti che non siano a tastiera La tecnica, velocità a parte (e non sempre), non è diversa da quella del montaggio audio nelle sale di incisione tradizionali. Recentemente ho visto un filmato di Glenn Gould che registrava Bach cucendo, ricucendo, ripetendo, smontando e rimontando. Il risultato è fantastico, musicalmente parlando. A me non è mai passato per l'anticamera del cervello di smontare la mia lavatrice per vedere come fa, senza mani, a lavare così bene. Mi interessa che il bucato sia pulito.

    Il concetto del bucato, trasferito al mio lavoro, è questo: non me ne importa niente delle mie mani (a maggior ragione trovo imbarazzante che se ne preoccupi qualcun altro), di quanto sia considerato bravo o maldestro, leale o disonesto, mi interessa che quella musica venga conosciuta da tanta gente, potenzialmente da tutti. Non il suo esecutore, ma la musica. So per certo che ci sono tantissimi studenti che si servono di alcune mie registrazioni per trarre suggerimenti. I miei stessi allievi sono fra questi (così non mi telefonano a orari impossibili per chiedermi come si realizza un abbellimento, perché se lo erano dimenticato). Ho anche registrato apposta, su richiesta, dei pezzi che dovevano essere eseguiti a breve ad un esame, o a un saggio, e dei quali non c'erano incisioni disponibili (con il maestro in tournée, o al mare...). I partecipanti a quel forum non hanno nemmeno pensato di andare a vedere la mia home page in italiano, quindi non sanno che sono un insegnante. Poco male.

    Ti ringrazio molto per la "soffiata", ma credo che non interverrò in quella discussione. Il mio inglese è pessimo, fra l'altro, e non riuscirei a spiegare convenientemente che secondo me un musicista non è un circense, e che un esecutore deve essere al servizio del compositore, e non della propria fama. Peraltro i loro sospetti si basano sugli indizi sbagliati: nelle esecuzioni solistiche ovviamente non uso il metronomo (nei duo e negli ensemble sì, altrimenti sfido chiunque ad andare a tempo con un partner che non si vede; chi ci ha provato, non faccio nomi, ha combinato disastri), quindi se dicono che suono perfettamente a tempo mi fanno un complimento: uno scarto nell'agogica a velocità ridotta si amplifica accelerando. In realtà nelle mie registrazioni gli scarti li sento eccome, e qualche volta sono palesemente eccessivi. La prova che baro sulla velocità si trova facilmente ascoltando la dinamica dei trilli: io ho una grandissima facilità nell'esecuzione degli abbellimenti, ma certe volte sembro una macchina da cucire... neanche ABM poteva tanto, benché spaccasse le noci col mignolo, con nonchalance, per stupire i commensali. C'è una lunga serie di trilli nella parte finale della Grande Fuga op.133 di LvB che sembra l'allarme dell'ascensore del mio condominio. Il rilievo dell'infallibilità tecnica, beh, è ridicolo: chi è che lascia degli errori nelle registrazioni in studio?

    Conosci quell'aneddoto raccontato in più di un'occasione da Piero Rattalino... di quella ragazza molto raccomandata che arrivò a incidere un disco, nonostante non fosse proprio un pianista fenomenale. Dopo aver ascoltato il laboriosissimo montaggio della sua registrazione con un tecnico del suono, lei disse: "Bene, no?" E l'altro: "Le piacerebbe saper suonare così, vero signorina?".

    Comunque, per concludere, c'è un pianista di cui non ricordo il nome e di cui credevo di avere conservato un link (ma mi sbagliavo) ad un sito approntato da lui, che adopera esattamente il mio sistema. Lo ha dichiarato nel sito spiegando per filo e per segno cosa fa e perché lo fa. Spiega anche che suonare a una velocità diversa da quella definitiva è molto difficile perché bisogna tradurre al volo il significato musicale di quello che si sta eseguendo proiettandolo sull'esecuzione "ufficiale". E' vero che non è facile, richiede una lunga esperienza, ma è certamente più difficile suonare tutto alla velocità giusta. Insomma, non mi sembrava il caso di spiegarlo, sa tanto di excusatio non petita, e comunque lo capiamo in dodici. Peraltro dai demo avevo ricavato una ben modesta impressione (non ha per esempio risolto la grana del timing del pedale di risonanza, e non ha capito che i movimenti dei salti vanno rallentati esattamente come tutto il resto).

    Ciao, e ancora grazie.

    Claudio

    ***
     
  6. techneut

    techneut Active Member Piano Society Artist

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    Thanks for explaining Claudio. My Italian is a bit rusty, but Google translate gives me a fair idea of what you are saying.

    Playing this ENORMOUS chunk of repertoire, even at convenient speeds, still seems superhuman. I think you should be making clear on your website how exactly you achieve this. The text 'Performed by Claudio Colombo on a Yamaha digital piano' does not reflect the truth IMO.

    Next, we can debate what the point is in creating 'demonstration' recordings of pieces that have been recorded by many fine pianists...
     
  7. Claudio Colombo

    Claudio Colombo New Member

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    Chris, on my website I wrote precisely "All the tracks performed by Claudio Colombo, on Yamaha digital pianos". It is very clear. To perform does not mean recording live. All people native speaker of English I know confirmed me that, when I did launch my website.

    Here I put my live recordings: http://www.claudiocolombo.net/acustiche.htm. And in that page I wrote clearly: "Live" audio recordings by Claudio Colombo, 1985-1989, and 2008. If you want, I can upload some of this files on "Piano Society".

    Otherwise, the "speed up" method is used only in some cases, and not because lacks of my technical skills, but because I prefer working on a "projection", from a musical perspective, to editing and/or cutting, and because the keyboard of a digital piano does have mechanical limits. I'd rather recording on my Bechstein acoustic piano, but I don't have a recording studio.

    I am a teacher, not a concert performer (my last public recital was in 1988), and I am not searching for personal glory. Only respect for my work, as much as I respect yours.

    Claudio
     
  8. techneut

    techneut Active Member Piano Society Artist

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    I did not know you also had 'real' recordings. You certainly have my respect for that. They sound well-played, at least from a technical point of view, but really dated in sound.
     
  9. Kip W

    Kip W New Member

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    It seems like a problem in labeling. The recordings at Emusic, for instance, are passed off as performances, with no note about them being intended as instructional reconstructions, intended for educational purposes. I did sample the recording before buying (they give you 30-second snippets from the beginning of a piece), but the alarm didn't go off until I was hearing the whole piece. Mea culpa. Trills are the absolute giveaway. It's interesting that Mr. Colombo mentions sewing machines, because that is exactly what comes to my mind when I hear one of these unnatural sections disrupting a piece that might have been otherwise convincing.

    I agree that there is some point in having reference recordings of a piece you have never heard, but that's not how they're marketed. A brief explanation in the composer's bio would be helpful in setting this straight.

    Apologies for not checking in sooner.
     

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